Prima meta per ASTRI

Passata è la tempesta… Ogni cor si rallegra… L’artigiano a mirar l’umido cielo… Ecco il sol che ritorna…
O natura cortese,  son questi i doni tuoi…

ASTRI-1, il primo dei telescopi dell’ASTRI Mini-Array, ha dimostrato non solo di essere pronto per le osservazioni del cielo ad altissima energia ma anche di essere efficiente come ci si aspettava. L’osservazione del famoso blazar Markarian 421 ha rivelato la sorgente con un flusso molto elevato, più del doppio della  Nebulosa del Granchio, l’unità di riferimento in questa banda di energia.

L’osservazione è stata condotta per circa due ore nella notte di giovedì 15 gennaio 2026, ma ha raggiunto un valore statistico elevato che ha permesso di confermare l’emissione della sorgente nella banda 0.8-5 TeV. I dati sono stati prontamente analizzati dal gruppo di lavoro dedicato e coordinato dal Project Scientist Andrea Giuliani e un telegramma astronomico con tutti i dettagli tecnici è stato subito pubblicato da Silvia Crestan e colleghi.

I blazar, nuclei galattici attivi alimentati da un buco nero supermassiccio che lancia un potente getto visibile in tutte le lunghezze d’onda, rappresentano la classe più numerosa tra le sorgenti extragalattiche osservate nei raggi gamma. In particolare, Markarian 421, una delle più note e brillanti sorgenti ad altissima energia, è nota per la sua grande variabilità. La sorgente aveva dato segni di aumento della luminosità nei giorni scorsi nella banda dei raggi X e molti telescopi hanno iniziato a seguirla. 

“Essere riusciti a vedere questo blazar molto variabile con un solo telescopio ASTRI è un risultato importantissimo”, commenta Stefano Vercellone, esperto di blazar e coordinatore dei gruppi scientifici di ASTRI. “Lo studio quasi simultaneo con la banda dei raggi X, per esempio grazie al telescopio spaziale Swift, permetterà di investigare in dettaglio la fisica che regola la variabilità rapida”.

“Sono molto contento dalla facilità con cui abbiamo osservato con successo con un solo telescopio ASTRI, confermando in pieno le aspettative”, conclude il PI del progetto, Giovanni Pareschi. “Voglio solo immaginare gli studi dell’Universo in raggi gamma che potremo fare con questa sensibilità quando avremo in funzione tutta la schiera di telescopi!”.

Le osservazioni continuano.

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Note

ASTRI-1 è un telescopio Cherenkov atmosferico a doppio specchio, di tipo Schwarzschild-Couder, situato presso l’Osservatorio del Teide, nelle Isole Canarie (Spagna), ed è il primo telescopio del progetto ASTRI Mini-Array, una collaborazione internazionale guidata dall’INAF (Italia). Ulteriori informazioni sul progetto ASTRI sono disponibili sul sito web https://www.astri.inaf.it.

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