Emilia mette alla prova il Mini-Array alle Canarie
Vento, neve e blackout all’Osservatorio del Teide: ma nessun danno ai telescopi che superano con successo l’evento estremo
Nel fine settimana tra il 12 e il 14 dicembre 2025, una tempesta denominata Emilia ha colpito l’arcipelago delle Canarie. Fenomeni di questo tipo non sono rari in quest’area dell’Atlantico durante l’autunno, l’inverno e parte della primavera, ma solo in alcune occasioni – come in questo caso – colpiscono direttamente l’arcipelago. Per la popolazione locale, l’evento ha portato notevoli disagi a causa dei forti venti e delle intense precipitazioni, che hanno provocato danni, per fortuna non gravi, e diverse interruzioni della viabilità.
La tempesta ha coinvolto anche l’Osservatorio del Teide, dove si è registrata la nevicata più abbondante degli ultimi anni, accompagnata da venti con raffiche che hanno sfiorato i 160 km/h. Inoltre, nella notte tra venerdì 12 e sabato 13 si è verificata un’interruzione improvvisa dell’energia elettrica, ripristinata solo tra domenica 14 e lunedì 15, rendendo la situazione particolarmente critica per la sua durata.
La mancanza di corrente ha interessato sia i telescopi che il centro dati. I telescopi, che si trovavano tutti a riposo, in posizione di parcheggio, sono stati alimentati per qualche ora dal gruppo elettrogeno e da quello di continuità per poi spegnersi come previsto. I sistemi di emergenza, infatti, servono per garantire la messa in sicurezza dei telescopi e non per mantenerli operativi. Il centro dati è rimasto irraggiungibile per qualche ora a causa di un malfunzionamento non legato al Mini-Array; una volta ripristinato il collegamento, è stato possibile monitorare lo stato del sistema e ripristinare la funzionalità di parte del centro dati. Da quel momento, l’Ufficio di Progetto di ASTRI, insieme con il direttore della Fundación Galileo Galilei (FGG), hanno potuto seguire costantemente l’evoluzione della situazione.
Il centro dati è tornato completamente operativo nel pomeriggio di lunedì 15 dicembre. Il giorno successivo, una squadra INAF/FGG ha potuto ispezionare il sito grazie alla riapertura parziale della strada di accesso all’Osservatorio. Nessun telescopio ha riportato danni né alla struttura, né agli specchi o agli strumenti. I danni riscontrati, causati dall’azione combinata di neve, gelo e vento, hanno interessato le recinzioni di tutti i telescopi, una delle stazioni meteo e la All Sky Camera, la camera di controllo della situazione del cielo. I telescopi ASTRI-1 e ASTRI-3 sono stati riaccesi e testati con successo dopo qualche giorno, consentendo l’esecuzione di alcuni test previsti nelle notti successive al maltempo.
Nonostante non sia stato possibile adottare misure preventive, la tempesta Emilia ha rappresentato un banco di prova importante: il Mini-Array ASTRI ha superato con successo l’inattesa difficoltà, dimostrando di essere in grado di affrontare anche condizioni ambientali estreme.
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